Codice Qr

Ecco il codice Qr per accedere al nostro blog.

codice qr

Annunci

Sfera con sfera di Arnaldo Pomodoro

Nell’ arte di Pomodoro domina un rigoroso “spirito geometrico”, per cui ogni forma tende all’essenzialità volumetrica della sfera, del cubo  e di altri solidi perfetti, nettamente tagliati, le cui ripetizioni in schiere o segmenti  sono paragonabili alla successione delle note in una composizione musicale, o ad ingranaggi di macchinari nascosti all’interno dei massicci contenitori, resi parzialmente visibili dalle spaccature e dai tagli che rompono le superfici levigate esterne. La coerenza nell’associazione delle strutture interne alla monumentalità esteriore delle opere di grandi dimensioni dà vita all’opera di Pomodoro. Lo spazio esterno non esiste: tutto si svolge all’interno, nelle “viscere” racchiuse dalle pareti lisce e lucenti, da nitidi volumi, perfettamente delineati.

L’autorevolezza e l’importanza di un artista derivano non soltanto dalla sincerità che gli regge la mano, ma anche da significato innovativo che riesce a conferire a uno o più elementi del suo discorso: sarebbe a dire dall’originalità che questi vengono ad assumere nel contesto espressivo. Nel caso di Arnaldo Pomodoro la scultura si porta dentro un’aspirazione e un destino di libertà. Il segno plastico di Pomodoro è componente di un linguaggio che ha in sé potenzialità indefinite e indefinibili, che vuole prescindere dalle cose così come appaiono per giungere a una profondità che a volte è poco oltre l’immediato e che riassume e concentra in sé tutta l’essenza della realtà. L’artista dunque, come un demiurgo, ha la facoltà di “generare” il reale e di farlo in forme nuove, in forme che vanno oltre l’ovvietà dell’apparente e del conosciuto per raggiungere nuovi accenti di poesia e di vita.

sfera pomodoro davanti al palazzo di vetro

Donato Loriso, Fabio Salvatore e Fabio Radino

 

Passaggio dall’impero romano all’ONU

L’Onu ha un’obbiettivo in comune con l’Impero Romano di 2000 anni fa, cioè mantenere la pace tra le Nazioni. Per questo abbiamo scelto due opere d’arte: la prima è l’Ara Pacis, segno della pace raggiunta in età augustea; l’altra è La Sfera di Arnaldo Pomodoro, che si trova di fronte al Palazzo di Vetro dell’Onu a New York.

arapacis 1sfera pomodoro davanti al palazzo di vetro

 

Donato Loriso, Fabio Radino e Fabio Salvatore

Ara Pacis (In Inglese)

The Ara Pacis is an altar dedicated by Augustus in 9 BC to Peace, understood as the Roman goddess, and placed in an area of Campo Marzio dedicated to the celebration of the victories. In 13 BC, in fact, the Senate decided to build an altar dedicated to the achievement at the return of Augustus from an expedition in Spain and southern Gaul. This monument is one of the most important examples of Augustan art and is intended to symbolize peace and prosperity achieved as a result of the Pax Romana. The Ara Pacis is composed of a nearly square enclosure, raised on a low podium, on the short sides of which two gates, which is accessed by a flight of nine steps and inside, above a staircase, stood the altar itself. The sides of the fence there are reliefs depicting the mythological origins of Rome, as Aeneas’s sacrifice to the Penates (the statues protectors of the city) and the Lupercal.

Ara Pacis

Descrizione dell’ara pacis di Donato Loriso

L’Ara Pacis  è un altare  dedicato da Augusto nel 9 a.C. alla Pace, intesa come dea romana, e posto in una zona di Campo Marzio consacrata alla celebrazione delle vittorie. Nel 13 a.C., infatti, il Senato decise la costruzione di un altare dedicato a tale raggiungimento in occasione del ritorno di Augusto da una spedizione in Spagna e nella Gallia meridionale. Questo monumento rappresenta una delle più significative testimonianze dell’arte augustea ed intende simboleggiare la pace e la prosperità raggiunte come risultato della Pax Romana. L’Ara Pacis è costituita da un recinto quasi quadrato, elevato su basso podio, nei lati corti del quale si aprivano due porte, a cui si accedeva da una rampa di nove gradini; all’interno, sopra una gradinata, si ergeva l’altare vero e proprio. Sui lati del recinto sono presenti dei rilievi raffiguranti le origini mitologiche di Roma, come il sacrificio di Enea ai Penati( le statue protettrici della città) e il Lupercale.